APERITIVO O HAPPY HOUR?


Si dice aperitivo, si pensa happy hour. Un fraintendimento nato a metà degli anni 2000 nel Nord Italia, quando la moda dell'"ora felice" si è andata via via sostituendo all'aperitivo classico. Una sovrapposizione immotivata, perché i due riti assolvono a funzioni diverse e i punti in comune sono ridotti. La mania dell'happy hour nasce quando, soprattutto in quel di Torino e di Milano, alcuni locali hanno avuto la brillante idea di offrire delle promozioni al termine della giornata lavorativa. Dalle 18 fino alla seconda serata è possibile ordinare un alcolico di proprio gradimento a tariffa fissa, per ricevere l'accesso a un buffet composto da paste, pizzette, salumi, riso, insalate, panini assortiti e molto altro ancora.

Diffusosi rapidamente in tutto il Nord, l'happy hour è diventato un vero e proprio sostituto della cena: ci si reca al locale, si mangia un pasto veloce e si è pronti per i successivi balli in discoteca. Non vi è una precisa ricerca del gusto - sebbene sempre più attività propongano pietanze ricercate, piatti etnici, ricette veg, sushi e sashimi - e il rito in sé comprende qualsiasi tipo di bevanda, dai succhi alle bibite gassate, dal vino ai superalcolici. Differente è l'aperitivo in senso tradizionale, un vero e proprio propedeutico alla cena. Si consuma solitamente prima di sedersi a tavola, sia all'interno di un bar o presso il ristorante scelto. L'usanza prevede un blando alcolico a cui sono associati dei semplici stuzzichini salati, salumi, antipasti o la degustazione di piccole porzioni di formaggi tipici: la funzione è quella di predisporre le papille gustative ad assaporare la successiva cena. Si dice che il primo ricorso risalga al Piemonte di fine '700, ovvero nel 1786 quando Antonio Benedetto Carpano inventò il vermouth, un vino bianco con infuso di 30 erbe e spezie. La vera affermazione arriva però nei primi decenni del '900, con la produzione di massa di seltz e sode - si pensi al milanese Campari dal 1932 - e oggi prevede la scelta sia di vini che di cocktail, come l'Americano, lo Spritz, il Bitter, il Rossini, il Pirlo ma anche lo spumante bianco o rosato.